QUESTIONI DI FAMIGLIA. VIVERE E RAPPRESENTARE LA FAMIGLIA OGGI

 Trish Morrissey, Hayley Coles (particolare), June 17th, 2006, Series “Front”, C-print, 101,6x80 cm, © Trish Morrissey with thanks to Impressions Gallery, Bradford UK


Per la sua sedicesima mostra il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina dedica una riflessione ad un tema estremamente contemporaneo: la famiglia. La mostra, curata da Franziska Nori Riccardo Lami, propone le opere di undici artisti internazionali per riflettere sul concetto complesso di famiglia nel mondo contemporaneo, un tema universale che appartiene alla vita di ognuno di noi. 

Famiglia è il nucleo fondamentale della società, luogo primario di socializzazione e di trasmissione culturale e simbolica che attraverso i suoi cambiamenti, la sua contraddittorietà e le sue disuguaglianze testimonia la trasformazione della società stessa. Un tema apparentemente privato, che porta a riflettere sul senso di appartenenza e sulla propria identità, ma che contiene in sé un naturale ampliamento tematico in campo sociale ed economico. 

L'indagine di Questioni di famiglia è focalizzata sulle modalità di rappresentazione della famiglia e sulla decostruzione dei suoi meccanismi, valori e significati. Un terreno in cui si mettono a confronto il microcosmo dell'individuo con il macrocosmo della società, i significati individuali e soggettivi e quelli condivisi basati sui legami culturali, morali, etici e biologici. 

Un tema talmente universale, da coinvolgere in prima persona anche gli artisti, anch'essi, in prima istanza, membri di una famiglia.
La mostra affronta la riflessione attraverso due tematiche principali: il ritratto di famiglia declinato secondo aspetti diversi e le connessioni e dinamiche fra i componenti della famiglia, con un focus sul rapporto genitori-figli (e in particolare madre-figlia).
Chrischa Oswald, Mother Tongue, 2013, Video still, 2-channel video installation,
Courtesy the artist



La riflessione sulla rappresentazione pubblica della dimensione privata passa attraverso le fotografie di Thomas Struth che ritraggono nel loro contesto domestico gruppi familiari conosciuti dall'artista, che mettono in luce, mantenendo la loro specificità, il valore dei ruoli e le dinamiche, o quelle di gruppi familiari (serie Front) in cui Trish Morrissey si sostituisce alla figura femminile presente, divenendo il fulcro di una rappresentazione solo apparentemente naturale. Jim Campbell nella serie Home movies crea una partecipazione emotiva con lo spettatore utilizzando vecchi filmati di famiglia rielaborati digitalmente e proiettati su un muro attraverso luci led che perdono progressivamente la loro definizione ad una distanza ravvicinata, mentre John Clangriflette sulla trasformazione dei rapporti familiari (serie fotografica Being Together) con riunioni familiari “virtuali” create grazie ai nuovi mezzi di comunicazione.

Il mondo chiuso della famiglia rappresenta anche il primo luogo in cui si sperimentano i rapporti interpersonali: le connessioni e le dinamiche tra le persone vengono prese in esame dall'installazione di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, che ricreano in mostra un'opera fatta di tanti frammenti di oggetti, voci e storie di individualità diverse da “vivere” e con cui confrontarsi (attraverso uno speciale telefono sarà possibile ascoltare racconti e storie personali degli artisti e di persone che lavorano a Palazzo Strozzi) che indagano la dimensione relazionale della famiglia. Nam Goldin crea un album fotografico “allargato” che racchiude le foto di persone a lei connesse, familiari o amici e uno slide show di immagini di bambini, figli di amici e conoscenti, incontrati dal 1978 a oggi, un diario visivo che testimonia momenti di vita condivisi. La riflessione sul rapporto con l'altro assume una specifica declinazione nel rapporto madre-figlia indagato dai lavori di Courtney Kessel Chrischa Oswald. Equilibri e contrasti di un rapporto unico e particolare, la cui intimità diventa spunto per parlare di temi collettivi.

Nel lavoro della Kessel l'equilibrio tra madre e figlia, poste ai due estremi di un'altalena, dipende dalla reciproca volontà di mettersi in gioco, mentre, allo stesso tempo, il peso dell'una condiziona il movimento dell'altra. Il rapporto madre-figlio costituisce il fulcro dell'analisi dell'io nel rapporto con l'altro. Mother Tongue di Chrischa Oswald propone una riflessione su questa relazione primaria attraverso un doppio video che mostra un gesto molto comune fra gli animali, il reciproco leccarsi il volto fra madre e figlia, che assume fra gli umani un connotato inaccettabile e incestuoso. La tensione fra dimensione pubblica e privata diventa elemento che modifica la percezione di ciò che vediamo. 


Questioni di famiglia stimola dunque ad interrogarsi, attraverso le riflessioni degli artisti, sul fenomeno sociale e culturale della famiglia, oggi come ieri punto di riferimento fondamentale per la formazione degli individui e per la costruzione della vita della società civile.

Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Some kind of solitude is measured out in you. You think you know me about you haven't got a clue, 2013, Installazione con performance, Produced by MAMBO, Bologna, Courtesy gli artisti

La riflessione della mostra procede, secondo la modalità consueta della Strozzina, attraverso un ricco programma di incontri ed eventi collaterali, per affrontare la tematica della famiglia in forma interdisciplinare.



QUESTIONI DI FAMIGLIA. Vivere e rappresentare la famiglia oggi

CCC Strozzina, Firenze (Fino al 20 luglio 2014)

Courtney Kessel, In Balance with, 2012, Video still, 5-min video edit from 30-minute performance, Courtesy the artist


(articolo su ArsKey. it:
 http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=9835)

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