ARTEFIERA 2015 - LE RAGIONI DELLO SGUARDO
L'arte non rappresenta i personaggi, i moti dell'animo, le vicende da tutti i lati, ma da un lato solo. Perciò l'artista che ama una cosa in quanto artista non subisce il fascino di ciò che quella cosa e' in ultima istanza, di ciò che la rende lodevole oppure spregevole, bensì il fascino di un lato di quella cosa, che improvvisamente gli si palesa. L'arte, l'arte che vale, rivela cose che pochi avevano visto. E' fatta per la conquista, ma non per la pace dello spirito. (R. Musil, Sulla stupidità e altri scritti)
Ad una settimana dalla chiusura, vi proponiamo alcuni focus sugli artisti che hanno conquistato il nostro sguardo ad ArteFiera Bologna 2015.
#1 - Nicolò Quirico
Un racconto di Londra che non si esaurisce in un'immagine fotografica ma utilizza una complessa struttura di riprese multiple ricomposte in un collage e stampate su fogli di vecchi libri. Sono composizioni attente e meditate di segni iconici e non iconici che si sovrappongono, dotate di un sapiente equilibrio, frutto di una ricerca personale che vuole travalicare il linguaggio della fotografia e ritrovare il tempo di uno sguardo approfondito per poter giungere a comprendere il "funzionamento" dell'opera, il gioco sottile di rimandi esistenti. Sembra quasi che Quirico voglia trascrivere nelle sue opere il rapporto e le modalità che regolano il vedere umano, legato agli schemi concettuali e al sistema simbolico, variabile a seconda delle abitudini e dell'immaginazione. Come l'occhio, raccoglie ed elabora, così Quirico seleziona, organizza, associa, classifica, analizza e costruisce. E le costruzioni che ne derivano hanno un'infinita possibilità di rimandi, attraverso le immagini e le parole scritte, attraverso il rapporto che lega la realtà (di una città, in questo caso, e delle sue architetture) al suo passato e al suo futuro e alle sue possibili interpretazioni. Non a caso queste immagini racchiudono sempre un confronto fra le architetture della città antica e le nuove sfide architettoniche della città contemporanea. Sembra, in fondo, voler sottolineare che non esiste una realtà unica e precostituita, ma ci sono molte descrizioni del mondo diverse ed ugualmente vere. Nessuna ci dice il modo in cui il mondo realmente è, ma ognuna ci dice un modo di essere del mondo, fra "immaginazione e memoria."
Nicolò Quirico si occupa di comunicazione visiva ed editoria dal 1985, anno in cui si è diplomato all’Istituto Statale d’Arte di Monza. Dal 1996 al 2004 si occupa dell’organizzazione del premio Morlotti-Imbersago e dà inizio alle sue ricerche artistiche, partendo dall’utilizzo del mezzo fotografico per creare installazioni di matrice concettuale. Ne nascono raffinati incontri tra immaginazione e memoria, tra storia e fantasia, come la mostra itinerante dedicata al fiume Adda e il Bestiario dell’ora blu, pubblicata sulla rivista Il fotografo. Nel 2009 vince la seconda edizione del Premio nazionale organizzato dalla Fondazione Vittorio e Piero Alinari di Firenze Fotografare il territorio.
Costantini Art Gallery
Via Crema, 8
20135 – Milano (MI)
02 87391434
#2 - Aron Demetz
Un diverso modo di vedere può determinare un diverso modo di rappresentare che può farci cogliere qualcosa di nuovo e di imprevisto: da qui l'idea del realismo come rivelazione. Aron Demetz ci inserisce nella narrazione ed evocazione di storie sospese e indecifrabili che ben interpretano l'instabilità del pensiero contemporaneo, attraverso l'utilizzo della scultura lignea, legata a doppio filo con la lavorazione tradizionale artigianale e artistica della sua zona d'origine. Apparentemente potrebbe sembrare un anacronismo scegliere oggi questo medium, in realtà Demetz ci dimostra come questo pregiudizio sia frutto solo delle suggestioni, vecchie e nuove che ci vengono dal nostro occhio che guarda, sempre "antico" perché ossessionato dal già visto e dal passato registrato. Rimaniamo invece affascinati e catturati da figure che riportano l'attenzione, con estrema forza, su interrogativi esistenziali, assecondando il sentire umano in perenne definizione e indagine. L'attenzione si focalizza sui gesti, sulle presenze, sulle superfici che narrano di atmosfere sospese e dense di suggestione, della solitudine in cui abitano queste apparizioni dell'io, essenziali e liriche ma che non si concedono mai a nessun compiacimento.
Aron Demetz è nato a Vipiteno nel 1972. Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte e la Scuola Professionale per la scultura in legno di Selva di Val Gardena (Bz), dal 1986 al 1993, si lega e prosegue gli studi insieme allo scultore Willy Verginer. Dal 1997 al 1998 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Norimberga, seguendo i corsi di Christian Höpfner. Dal 1999 vive e lavora a Selva di Val Gardena. Dal 2010 insegna scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Carrara.
A. Demetz, Inequivocabile conclusione, cm. 112x60x40, 2011
A. Demetz, Reminiscenza sequoia, cm. 135x228
A. Demetz, Bozzetto memoridermata Alessia, cm. 56, 2014
Barbara Paci Gallery
Via Garibaldi 45 e Piazza Duomo 25
55045 Pietrasanta (LU)
0584 792666
#3 - Nicola Carrino
I lavori di Nicola Carrino sono creati per aggregazione di moduli squadrati che si relazionano in una dinamica di tipo algebrico: rapporti specifici, incontri determinati, tensioni che catturano e/o respingono il nostro sguardo. Sono opere che funzionano come relazioni monadiche, come simboli che trattengono su di sé la nostra attenzione per convogliarla nella comprensione del simbolo stesso. Ma sono anche opere che entrano nello spazio ridefinendolo, compenetrandolo e in questo modo informando il nostro modo di vedere e la nostra percezione dello spazio stesso. Le sculture di Carrino riescono così a mettere in luce l'autonomia di un linguaggio che è possibilità di senso e che quindi racchiude il suo rapporto con l'altro da sé: la loro severa struttura in acciaio, immutabile e definita, contempla infatti una modularità che le rende dinamiche a seconda dell'ambiente che le ospita e della volontà dei fruitori. Un'arte portata avanti fin dagli anni Settanta come impegno responsabile e in cui l'espressione estetica non è circoscritta all'apprezzamento di un insieme di oggetti, ma determina un'esperienza che permette di comprendere e di ri-comprendere il mondo.
Nicola Carrino nasce a Taranto nel 1932. Dopo una prima esperienza nell'ambito della pittura, a Roma dal 1962 ha fatto parte del Gruppo 1, applicandosi alla progettazione di sculture costruite con oggetti e materiali industriali in una ricerca di ordine razionale. Promotore di interventi sull'ambiente, ha realizzato dal1969 grandi opere metalliche tridimensionali, geometrico-modulari, componibili tra di loro in modo da dar luogo a una grande varietà di interrelazioni sia programmate che libere. Le sue opere, esposte anche in importanti musei italiani ed esteri, sono spesso installazioni monumentali che incidono sul paesaggio o sull'urbanistica. Vive e lavora a Roma.
Bonioni Arte
Corso Garibaldi, 43
42100 - Reggio Emilia (RE)
0522 435765
338 4005234/338 7055913
Alessandra Frosini
(articolo pubblicato su ArsKey: http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=9953)



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