NULLA PERDURA SE NON IL MUTAMENTO - IGNAZIO FRESU ospite a VERNICE Art Fair 2015
Mai
due volte quello che vediamo è la stessa cosa, perché il fiume del
tempo e della luminosità che avvolge le cose è sempre un altro e un
altro ancora. Ma c'è di più: anche chi osserva è sempre diverso di
momento in momento, noi siamo sempre un interlocutore diverso.
Guardiamo le cose con occhi diversi, influenzati dal vissuto e da
momenti e suggestioni che non si sommano semplicemente fra loro, ma
che s'influenzano vicendevolmente, mutando la nostra percezione e
analisi delle cose, nel nostro continuo divenire di esseri umani.
Il
concetto d'impermanenza è il focus dell'opera Nulla perdura se non
il mutamento di Ignazio Fresu, che già nel titolo, che si riferisce
ad uno dei Frammenti di Eraclito, palesa la riflessione sulla
mutevolezza delle cose che cambiano e si trasformano e quasi mai
secondo il nostro desiderio.
A
questo concetto si connette anche la ricerca estetica di una bellezza
da trovare nell'interiorità e nella mutevolezza e precarietà,
lontano dalla perfezione dei canoni, dell'apparente perfezione e
finitura dell'immagine.
Davanti
ad una struttura instabile, composta da una massa ferrosa arrugginita
di finti tubi innocenti e di giunti (realizzati in realtà con
cartoni e polistirolo), intrecciati e sospesi con sottilissimi fili
di nylon, avvertiamo un forte senso di straniamento e di precarietà
immanente. Anche in questo installazione, come in altre di Ignazio
Fresu, lo spazio che viene creato non è solo quello architettonico,
ma anche un ambiente mentale che conduce lo spettatore a rifettere
sulla natura complessa del reale, creando un gioco continuo di
rimandi che da un piano intimo e privato rinvia ad uno pubblico e
potenzialmente condiviso per poi tornare di nuovo a quello
intimo.
Siamo
di fronte all'arte che inventa una sua realtà per parlarci della
nostra realtà e della caducità dell'uomo e del suo tempo; è un
sentire connesso con uno sguardo inoltrato nella materia, nella sua
fisica identità, ma che denota anche il desiderio di recupero
redentivo della materia stessa, per riflettere, attraverso la mimesi
del reale, in dialogo con una bellezza interiore e fuggevole,
impermanente come la realtà.
Alessandra Frosini




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