SILVIA BELTRAMI. AFFRESCHI DI CARTA
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Foto di Angela Stouten, particolare 2 di Panopticon, 2014 |
Milioni di frammenti di carta creano pennellate e si ricompongono davanti ai nostri occhi attraverso una fisica che ci è apparentemente sconosciuta. Sono “affreschi” fatti di carta ritagliata dai giornali o di carta da parati applicata su cartone o tele intonacate con intonachino da strappo, pezzi decontestualizzati all'origine che vengono assemblati per parlare una nuova lingua, un esperanto fresco e molto attuale fatto di distorsioni e visualizzazioni insolite, diverse da quelle imperanti.
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Foto di Angela Stouten, Panopticon, 2014, collage su tavola dittico, cm. 216x287 |
Il dittico monumentale Panopticon di Silvia Beltrami è stato scelto per rappresentare l'Italia, insieme alle opere di Chris Gilmour e Jacob Hashimoto, al Coda Paper Art 2015, biennale internazionale che unisce i migliori designers e artisti visuali che hanno scelto di utilizzare come elemento base delle proprie realizzazioni la carta.
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Prospettiva accidentale (particolare), 2014, collage su faesite, cm. 100x80
Panopticon è ispirato alle teorie del sociologo Zygmund Bauman sulla modernità e postmodernità e sulle forme di controllo e sorveglianza che le contraddistinguono.
Il parallelo che fa Bauman fra il web e il panopticon (lett.“che fa vedere tutto”), prigione ideale progettata nel 1791 da Jeremy Bentham, dove la sorveglianza si attua continuamente mettendo insieme i frammenti di dati personali dei nostri vari profili che creiamo su internet alla ricerca di visibilità e di una nuova idea di comunità sociale, diventa perfetto paradigma del lavoro della Beltrami, da sempre incentrato, attraverso la tecnica del collage, ad indagare la nostra umanità frammentata, articolata e complessa, alla perenne ricerca di una negoziazione temporale.
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Untitled, 2013, collage su faesite, cm. 84x104 |
Perché l'unità del legame è rappresentata dallo spazio di separazione che intercorre inevitabilmente fra i vari pezzi e che ritroviamo nella forma del dittico, che vive una propria realtà concettuale come distaccamento-fulcro, in cui tutte le forze vengono attratte e da cui partono, in una rincorsa incessante che è coinvolgimento continuo delle parti e motore della memoria dello spazio. E' un'arte fatta per la conquista, che contiene al suo interno la creazione di uno spazio “altro” e la volontà di scardinare ogni falsa prospettiva, in contrasto con un dinamismo universale a cui tutto, apparentemente, sottostà.
Coda Paper Art 2015, Coda Museum, Apeldoorn (NL), dal 7 Giugno al 25 Ottobre 2015
Alessandra Frosini
(articolo pubblicato su ArsKey.it: http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=10002)
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