LA DECRESCITA CREATIVA a ContemporaryWine 2015


Anche l'Arte è presente a ContemporaryWine per riflettere sul nostro tempo e sui concetti di equilibrio ecologico, 
culturale ed etico fra uomo e natura e di equità fra gli esseri umani stessi.
La necessità di un “cambio di paradigma” rispetto ai modelli dominanti passa anche attraverso la cultura e la visione di una società contemporanea che cerca una propria rinascita e che, attraverso la conservazione, trova fondamento nella propria necessaria consapevolezza.
Un percorso nelle sale di Palazzo Pretorio a Certaldo attraverso cui sondare il concetto di sostenibilità nelle sue forme e nelle sue diverse sfaccettature e nutrire il proprio sguardo attraverso l'ispirazione di otto artisti contemporanei. (Alessandra Frosini)

Maria Rebecca Ballestra
Gloria Campriani
Ignazio Fresu
Cristina Gozzini
Andrea Marini
Riccardo Saltini
Alan Sonfist
Armando Tanzini

Exhibit Rooms a cura di Alessandra Frosini e Margherita Marzi



SOSTENIBILITA' SIGNIFICA LETTERALMENTE SOPPORTABILITA' . UNO DEI SUOI DIRETTI SINONIMI E' QUELLO DI COMPATIBILITA'. AD OGGI E DI FATTO LA SOSTENIBILITA' NON E' SEMPLICEMENTE UNA PAROLA. CON IL CONCETTO DI SOSTENIBILITA' SI SPIEGA, CRITICA ED INDIRIZZA TUTTO IL DISCORSO SULLA CONTEMPORANEITA': QUALE DELLE ESPRESSIONI UMANE E' PIU' COMPATIBILE
CON IL PIANETA? QUALI LE AZIONI PIU' SOPPORTABILI PER LA TERRA?
INTERROGATIVI AI QUALI LA SOCIETA' DA RISPOSTE TERRITORIALI E CONCRETE, ELABORANDO MODELLI DI VITA E SPERIMENTANDO TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA TESE A RISTABILIRE UN EQUILIBRIO SPIRITUALE, CULTURALE ED ETICO CON LA NATURA, ED IL SUO HABITAT. STORICA SFIDA ED ODIERNA LOTTA DELLE CIVILTA' E' PRESERVARE L'ECOSISTEMA PER SOPRAVVIVERE, VIVERE QUALITATIVAMENTE MEGLIO, ED ASSICURARE IL DOMANI A GENERAZIONI CHE VERRANNO. LA SOSTENIBILITA', IN DEFINITIVA, METTE IN LUCE L'ESIGENZA DI UN NESSO TRA SVILUPPO E GESTIONE DELLE RISORSE, IN ALTRE PAROLE, DI ARMONICA DISTRIBUZIONE TRA LE ESIGENZE DEL PRESENTE E QUELLE DEL FUTURO.
IL VINO E' UNA DI QUELLE IRRIDUCIBILI RISORSE TUTTE ITALIANE SULLE QUALI DOBBIAMO INVESTIRE E CON LE QUALI AVREMMO ANCORA MODO DI DISTINGUERCI PER SAPIENZA PRODUTTIVA E QUALITA' DEL RISULTATO.
LA VINICOLTURA IN TOSCANA E' UN'ARTE CHE DA SECOLI SI RINNOVA, AFFASCINA E CONDIZIONA INTIMAMENTE IL NOSTRO STILE DI VITA; EDUCA IL GUSTO E CONTRIBUISCE ALLA SALUBRITA' DELLA NOSTRA DIETA; ED ANCHE ISPIRA GLI OCCHI, PERCHE' I VIGNETI SONO CIO' CHE SI AMA E RICORDA DI QUESTE TERRE.
VALLI E COLLINE SONO IL PATRIMONIO SU CUI DOBBIAMO INVESTIRE E LA BIODIVERSITA' CHE DOBBIAMO MANTENERE. [...] 
UN ALTRO ASPETTO IN CONTEMPORARY WINE ACCOMPAGNA IL BINOMIO VINICOLTURA E SOSTENIBILITA', ED E' L'ARTE. CREDIAMO L'ARTE, ALTRA RISORSA TERRITORIALE D'INDISCUSSO VALORE CHE ABBIAMO, MUOVERSI ANCH'ESSA A SONDARE IL CONCETTO DI SOSTENIBILITA', NELLE SUE FORME, NUOVE CORRENTI ED ODIERNE TEORIZZAZIONI.
IL BISOGNO DI UN BILANCIAMENTO PIU' EQUO NEL RAPPORTO TRA INDIVIDUO E NATURA SI PALESA IN SCELTE ARTISTICHE COME IL RICICLO ED IL RIUTILIZZO DEI MATERIALI, NELL'EMERSIONE DI TEMATICHE NATURALISTICO-AMBIENTALI, E SOPRATTUTTO IN UN COPIOSO ALTERNARSI DI FILOSOFIE PER L'ARTE CHE LA CONCEPISCONO COME INDISSOLUBILMENTE LEGATA ALL'AMBIENTE.










#UltimaCena

Appena vidi l’opera di Ignazio Fresu ne compresi subito la forza, che provocò in me una domanda: ma se oggi si dovesse realizzare l’Ultima Cena che cosa succederebbe? La risposta fu un’immagine nitida che visualizzai e pensai di descriverla a Ignazio, che man mano che raccontavo si appassionò alla mia descrizione. Fu proprio in quel momento che decidemmo di realizzare questo lavoro a quattro mani...”(Gloria Campriani)

Nutrimento: necessità primaria, innanzitutto, ma anche simbolo di unione e scambio.
La cultura del cibo ostenta oggi un livello di sofisticazione e di estetizzazione che tende sempre più a svuotare di senso la convivialità. A questo si aggiunge la diffusione massiva di apparecchi tecnologici che ci permettono di essere costantemente connessi con la rete, e che determina un completo distacco dal piacere reale dell'altro e dalle conversazioni che nutrono. Così accade che anche gli avvenimenti più significativi che possono succedere sotto i nostri occhi diventano meno importanti di un aggiornamento di stato o di un tweet...
Cristo siede a tavola coi discepoli e spezza il pane da condividere, ma viene completamente ignorato e il pasto, luogo per eccellenza dell'accoglienza dell'altro e simbolo di un nutrimento reciproco fatto non solo di cibo, diviene vuoto ripetersi che si consuma in contemporanea a quello di altri. I commensali ignorano ciò che sta accadendo, ognuno concentrato su se stesso e sui propri dispositivi di connessione con la vita virtuale, in una forsennata rincorsa del proprio apparire.
In #UltimaCena la teofagia è attuata non nel sacrificio eucaristico, completamente dimenticato e non rinnovato, ma nel completo disinteresse, nella distruzione di ogni rapporto e condivisione, nell'effimera condizione dell'esistenza. E così il vuoto e l'indifferenza diventano testimoni dell'ultima e più contemporanea versione del tema della caducità della vita, tra la biblica vanitas vanitatum, il memento mori e l'esistenza virtuale su internet.

Alessandra Frosini

#UltimaCena vede la collaborazione degli artisti Ignazio Fresu (autore dell'installazione Ultima Cena che è spunto e parte integrante della performance) e Gloria Campriani (artista ideatrice della performance), e verrà realizzata per la prima volta durante la manifestazione ContemporaryWine, che si svolgerà nel Palazzo Pretorio di Certaldo (FI) il 25 e 26 Luglio 2015 e la cui direzione artistica è a cura di Alessandra Frosini e Margherita Marzi.







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