IGNAZIO FRESU. POLVERE. Paratissima 2013 - Torino e Vernice 2013 - Reggio Emilia



Nell'installazione Polvere Ignazio Fresu rappresenta una stanza della mente presente in ognuno di noi, dove i ricordi e l'assenza -dell'altro? Di noi stessi?- si pietrificano, si svuotano del colore e attraverso la purezza del bianco lasciano trasparire la forma e l'essenza delle cose.

Un attimo di vita che diventa eterno in un contesto immutato ed immutabile, in cui la negazione, l'assenza o la trasposizione diventano elementi fondamentali per comprendere la contrapposizione fra amore e morte come traccia più potente della nostra vita. Il dramma privato dell'uomo viene vissuto in uno spazio aperto, dentro la natura, che tutto trasforma e consuma, senza distinzione. L'esistenza è un permanere e un divenire continuo, in cui niente si frange ed è perduto, se non per noi. 

Un'opera poetica che riflette sulla caducità delle cose e sull'effimero, per esorcizzare la vita. 

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Una stanza da letto vuota che blocca un istante eterno. La vita, la morte, l’esistenza intera che passa, rimane e si stratifica, si sofferma sulle lenzuola sgualcite, i vestiti in disordine e lascia solo il silenzio. I cuscini sparsi fra le lenzuola sono duri come il marmo, tutto è rigido come pietra, una pietra bianca ricoperta di polvere.

Può essere un prologo o forse l’intero atto di una storia che è storia di solitudine, di amore, di angoscia, di morte, di sogni o di incubi, di ricordi evanescenti di ciò che è stato e non sarà mai più. 
Ignazio Fresu ci mostra il tempo della vita e ci fa soffermare su quegli istanti ormai passati e che non possono essere cancellati. Costruisce un infinito fluire di ricordi e pensieri attraverso una sola immagine, che unisce il particolare e l’universale e diventa perciò simbolo dell’esistenza umana. 

Non c’è scelta, tutti facciamo parte di questa Polvere.
Alessandra Frosini


http://ignaziofresu.blogspot.it/



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