13 A TAVOLA. Ingredienti artistici in salsa scaramantica
13
a Tavola
Nell'anno
dell'Esposizione
Universale incentrata sul tema dell'alimentazione e nutrizione,
Immaginificat
presenta
un evento che, partendo da un argomento apparentemente legato al
cibo, vuol portare la riflessione sul dialogo che nutre, vera energia
culturale per la terra.
Un'indagine
a suo modo dissacrante su ciò che tavola, cibo e pratiche conviviali
innescano nell'immaginario collettivo, in rapporto alle dinamiche
sociali strettamente correlate all'universo alimentare: “pasto”
dunque come azione comune, come gesto di accoglienza e di
partecipazione condivisa che include in sé molteplici mondi, da
quello
quotidiano, più concreto e tangibile, a quello sociale sempre più
parossistico, a quello simbolico, immaginifico e mistico.
Da
questa interpretazione del concetto di alimentazione e di tutte le
sue variabili sfaccettature, nasce la premessa per un'analisi
multiforme dei significati e del senso che il cibo, la tavola e il
nutrirsi possono risvegliare in noi, dalla storia alla letteratura,
alla matematica, alla cultura popolare.
Partendo
da un titolo volutamente dissacrante e legato alla superstizione
della tavola, lo spirito creativo della mostra allestita nelle sale
di Palazzo Tucci a Lucca, compone una caleidoscopica “tavola” di
elementi diversi e complementari, di visioni criptiche o sfrontate,
delicate o impertinenti, che compongono il senso di un rito condiviso
e quotidiano.
Gli
artisti coinvolti, accomunati dall'utilizzo del mezzo plastico o
comunque materico e attingendo a riferimenti culturali molteplici e
tramite i loro diversi linguaggi personali,
si
fanno “conviviali” artefici di punti di vista peculiari sul vasto
intersecarsi della problematica esistenziale, attraverso
quell'elemento di per sé necessario e fondamentale, che è il cibo
inteso in tutte le sue forme.
LORENZO
ACQUAVIVA
LUCIA
BALDINI
ALICE
CORBETTA
ARIANNA
CORDIVIOLA
NICOLA
DOMENICI
DANIELA
FORTI
STEFANO
GRAZIANO
MARA
NENCINI
MARCO
PAVANI
CINZIA
ROSSI
RICCARDO
SALTINI
ISABELLA
SCOTTI
Artemide per 13 a Tavola
L'allestimento
espositivo previsto nelle sale di Palazzo Tucci è stato ideato
tenendo conto delle particolari caratteristiche architettoniche e
della rilevanza storica dell'edificio, lasciando perciò libere le
pareti perimetrali delle sale e privilegiando l'utilizzo di strutture
autoportanti per la collocazione delle opere, sia scultoree che
pittoriche.
La
collaborazione con Artemide, ricercata per l'indiscusso valore
progettuale e tecnologico, acquisisce un valore di primaria
importanza per poter creare un connubio fra design e opera
artistica, enfatizzando il rapporto d'interconnessione fra l'opera di
design industriale e la pura espressione creativa.
Per ogni
artista in esposizione sarà utilizzato un diverso elemento della
collezione Artemide: 12 corpi illuminanti per 12 artisti, per creare
una sinergia fra luce, forma e materia, capace di dar vita ad un
progetto articolato, in cui la contaminazione fra arte, ricerca ed
innovazione sono alla base dell'identità di un talento creativo
riconosciuto in ambito internazionale.
PASTO DUNQUE SONO
Occhi
puntati come luci su una tavola che non c'è, ma che si presuppone e
si prepara per degli assaggi esistenziali per nutrire corpo, ossa,
spirito, cuore e purificare attraverso un cibo immaginifico. Un
“pasto” inteso come azione comune, come gesto di accoglienza e di
partecipazione condivisa che include in sé molteplici mondi, da
quello
quotidiano, più concreto e tangibile, a quello sociale sempre più
parossistico, a quello simbolico, surreale e mistico.
Da
questa interpretazione del concetto di alimentazione e di tutte le
sue variabili sfaccettature, nasce la premessa per un'analisi
multiforme e lirica dei significati e del senso che il cibo, la
tavola e il nutrirsi possono risvegliare nell'immaginario collettivo,
dalla storia alla letteratura, alla matematica, all'eros, alla
cultura popolare.
Dove
frughi trovi un dettaglio che si agita di mosse proprie e
indipendenti, mutevoli e malleabili, che raccontano storie,
riflessioni
trasognate di ciò che ogni artista ha interpretato e che diventa
parte fondante e fondamentale nell'unione con gli altri, apportando
significato e senso all'insieme dei linguaggi diversi e complementari
che s'incontrano.
E
la condivisione è il vero strumento contro il rischio dell'effimero
introdotto dalla massificazione e dalla spettacolarizzazione, contro
la distorsione e l'ossessione dei nostri tempi, ricordando che il
cibo può essere anche strumento di dialogo, incontro e riflessione,
e metafora per far emergere le domande più importanti sul senso del
vivere. Cibi come storie, in un dialogo-rito creativo che nutre e che
aiuta a mettere a fuoco il nostro tempo, la nostra identità e
memoria, senza rinunciare alla leggerezza e all'ironia dissacrante,
per esorcizzare ogni ossessione, paura e frustrazione.
13 a
tavola, anzi: 12+1, ché siamo scaramantici.
Alessandra Frosini
(testo per il catalogo - libro d'artista della mostra)



Commenti
Posta un commento