BELLEZZA DIVINA. Tra Van Gogh Chagall e Fontana



Marc Chagall, Crocifissione bianca, 1938, Art Institute Chicago

Perché ci sia un guardare vero, occorre che accada un miracolo e il concetto di bellezza divina forse sta proprio qui, in una visione del “sacro” che a volte può anche disorientare, ma che inevitabilmente mostra una dimensione che amplia i confini stessi dell'arte, parlando proprio dell'essere umano e della sua possibilità di trovare salvezza nel mondo.
Papa Paolo VI sosteneva che “al di là della divisione strettamente iconografica, la grande arte è sempre e comunque sacra, grazie ai suoi risvolti umani” e certo il bisogno di confrontarsi con la dimensione della trascendenza è qualcosa che si può dire non si sia mai interrotto, trovando declinazioni diverse e ponendo le basi per risultati anche di segno opposto.

La mostra Bellezza divina analizza tale confronto fra arte e sacro, ponendo sotto la lente d'ingrandimento l'arte sacra realizzata nel periodo che va dalla metà dell'Ottocento, con la Restaurazione che segnò la rinascita di questo genere dopo i fasti terreni del Barocco e Rococò, fino all'anno santo 1950.
La mostra è suddivisa in sette sezioni che seguono un andamento sostanzialmente cronologico, che mette a confronto espressioni artistiche assai lontane tra loro, ripercorrendo tutte le sfaccettature dell'arte sacra moderna, dallo “storicismo” naturalista e narrativo di fine Ottocento, alle ricerche simboliste di inizio Novecento, a quelle del realismo ottocentesco e novecentesco, fino a letture in chiave astratta e controversa.

Dopo una introduzione (Dal Salon all'altare) dedicata alle opere di grande formato testimoni dell'eclettismo degli stili nella seconda metà del XIX secolo, si passa ad una sezione dedicata alla figura della Madonna (Rosa mystica) fra Ottocento e Novecento. La mostra prosegue poi secondo la narrazione evangelica, così da analizzare le opere incentrate sui fatti salienti della vita di Cristo, dall'annunciazione, la natività e l'infanzia di Cristo, passando per il dramma della via Crucis e della Crocifissione, fino alla Resurrezione. Una sezione è dedicata alla decorazione murale tra spiritualità e poesia con protagonista Gino Severini, mentre le ultime due sezioni sono dedicate all'immagine della chiesa e all'evocazione delicata del tema della preghiera.

Molti i capolavori presenti in mostra, ma straordinaria la presenza di alcune opere, per la prima volta insieme in una unica esposizione: L'Angelus di Jean-François Millet (proveniente da Museé d'Orsay di Parigi), La Pietà di Vincent van Gogh (Musei Vaticani), La Crocifissione di Renato Guttuso (Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma) e La Crocifissione bianca di Marc Chagall (Art Institute di Chicago).

La mostra, posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana, patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e da Expo 2015, è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi insieme all'Arcidiocesi di Firenze con la collaborazione dell'Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e i Musei Vaticani.
E' stato inoltre ideato un biglietto congiunto per la mostra di Palazzo Strozzi insieme al nuovo Museo dell'Opera del Duomo (che aprirà al pubblico il 29 Ottobre) e al Battistero di San Giovanni, che crea così un ideale percorso attraverso 8 secoli di storia dell'arte, dal Medioevo all'età moderna.
Sono inoltre previste numerose attività didattiche per le famiglie.


Bellezza divina. Tra Van Gogh Chagall e Fontana.
a cura di Lucia Mannini, Anna Mazzanti, Ludovica Sebregodi e Carlo Sisi.
Firenze, Palazzo Strozzi
24 settebre 2015-24 gennaio 2016

Alessandra Frosini



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