Le fratture dell'esistenza: Christian Zucconi, NOCTURNO
(L'articolo riportato qui di seguito è stato pubblicato su Espoarte: http://www.espoarte.net/arte/le-fratture-dellesistenza-christian-zucconi-nocturno-2/)
Da Costantini Art Gallery a Milano sono in mostra le sculture di travertino di Christian Zucconi, figure che mettono in luce il lato nascosto dell'esistere. La notte con la sua oscurità è il tempo della meditazione e dei ricordi, il tempo per fermarsi e ascoltare, nel silenzio, la verità che ci circonda e abita in noi.
Nato
a Piacenza nel 1978, Zucconi indirizza la sua ricerca da subito verso
il corpo umano: dalle poderose figure dei primi anni a quelle
mitologiche e religiose del 2010, fino agli odierni Corpi, veri e
propri ritratti di persone comuni ma “anomale”, individualità
frante e ricomposte che riflettono sulla frammentazione psicologica,
sessuale, culturale ed estetica dell’uomo contemporaneo.
Nella
mostra
Nocturno
appare come un
percorso che suggerisce già nel titolo un possibile riferimento al
componimento musicale denominato, appunto, “notturno” e che
nell'interpretazione di Chopin possiede tematiche contrastanti che
coesistono, alternando toni sognanti ad altri cupi.
Le
figure a dimensione reale sono collocate teatralmente nello spazio,
lo dominano creando uno spazio “altro” e, grazie alla loro forza
e alla loro intensità, lo conquistano, tanto da diventare
inquietanti.
Quelle che Zucconi crea sono sculture innervate di segni reali e
metaforici, che richiamano la frammentarietà che dilania l'uomo a
livello psicologico e culturale e che ne determina la fragilità.
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| Christian Zucconi, CORPO IV / DOLL, Travertino persiano, ferro e cera, cm 48 x 47,5 x 127, 2015. Courtesy Costantini Art Gallery, Milano |
La
verità, sembra suggerirci l'artista, è da ricercare nel tempo
immobile che si concentra e dilata, nella metamorfosi che tramuta il
travertino rosso persiano in pelle dilaniata, ricucita, ricomposta.
Così la perfezione della statuaria classica viene mutata
nell'imperfezione e nell'anomalia di corpi ricomposti con cicatrici
evidenti o che mostrano ciò che nel mondo odierno viene nascosto,
per un meccanismo di scissione che non tollera la componente
discordante della realtà. Queste anomalie messe in luce (Amelia,
Stepan)
non ci parlano soltanto di un'evidenza estetica, ma ci richiamano le
difformità e le irregolarità del nostro essere, dilaniato e
instabile, ma tenuto
spesso unito in modo
forzoso.
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| Christian Zucconi, CORPO VI / STEPAN, Travertino persiano, ferro, cera, legno e cuoio cm 57 x 98 x 103, 2015. Courtesy Costantini Art Gallery, Milano |
Partendo quindi da forme apparentemente anticoncettuali e
antimetaforiche,
passiamo in una dimensione in cui ogni fattore, ogni particolare
della superficie, ogni dato che
ha suggerito quella composizione, diventa un campo mentale e un
pretesto per indagare il linguaggio classico della scultura,
percorrendo una strada del tutto autonoma. Non sorprende quindi
trovare il confronto con una tematica sacra come la Cena
in Emmaus
che acquista un significato completamente ribaltato, e diviene un
episodio bloccato prima del suo compiersi, come metafora dell'uomo
contemporaneo incapace di risvegliarsi dal sonno spirituale e morale.
AF
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| Christian Zucconi, Cena in Emmaus, Travertino persiano, bronzo dorato e ferro, cm 250 x 250 x 160, 2010. Courtesy Costantini Art Gallery, Milano |
Christian
Zucconi_Nocturno
dal
26 Maggio al 9 Luglio 2016
Costantini
Art Gallery Milano 





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