Quando la moda italiana – camminando – incontra l'arte contemporanea: 
WALKING WITH ART. Il Premio Stonefly e Fondazione Bevilacqua La Masa

Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia
(l'articolo riprodotto qui di seguito è stato pubblicato sul nr. 07 del magazine The Players e presentato a Firenze in occasione di Pitti Uomo 14-17 giugno 2016)
Nel panorama delle grandi aziende italiane che sostengono l'arte contemporanea, un posto di rilievo è occupato da chi ha deciso di supportare premi artistici volti alla scoperta di nuovi talenti e capaci di sostenere la giovane creatività. Sei anni fa nasce la collaborazione fra Stonefly, marchio d'eccellenza della calzatura made in Italy e Fondazione Bevilacqua La Masa, uno dei luoghi più significativi della promozione artistica contemporanea, a cui si è aggiunto, da un paio di anni, il supporto di Viafarini DOCVA Fabbrica del vapore di Milano. Il risultato è Walking with Art - Stonefly Art Prize, iniziativa che coinvolge i giovani artisti che ogni anno partecipano alle residenze della Fondazione Bevilacqua La Masa. La particolarità del premio, che vede il coinvolgimento degli artisti nelle tematiche legate all'azienda e nei suoi processi produttivi, è che prevede sia l'acquisto che la produzione dell'opera, sostenendo in questo modo in maniera diretta tanto la fase ideativa e di presentazione quanto la realizzazione artistica vera e propria.

Abbiamo intervistato il dottor Andrea Tomat, presidente e amministratore delegato di Stonefly S.p.a., per capire come'è nato e si è evoluto il progetto, cosa significa per un'azienda del comparto moda creare un connubio con una realtà artistica contemporanea e come processo creativo e produzione industriale possano interfacciarsi.


Il premio Walking with Art come e quando è nato?

Walking with Art è nato nel 2010, lo stesso anno in cui abbiamo avviato la collaborazione tra Stonefly e Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Scegliere come partner una istituzione veneziana non è stato un caso. Venezia è non solo uno dei simboli universalmente riconosciuti dell’italianità, ma è anche la città per eccellenza del camminare, concetto per noi identificativo della mission aziendale. Inoltre le aziende nate nel distretto di Montebelluna hanno con Venezia un legame particolare: è grazie alla tradizione calzaturiera fiorita nella Serenissima se nell’area si è potuta sviluppare una cultura del prodotto tanto evoluta.
Come funziona?

Ogni anno i 12 giovani artisti in residenza alla Fondazione Bevilacqua La Masa vengono invitati all’interno dell’azienda: camminando tra i macchinari, parlando con gli operai e toccando pellami e materiali con le proprie mani, diventano consapevoli del processo creativo che porta alla produzione di una scarpa e di quanta innovazione ci stia dietro. Partendo da ciò, agli artisti è poi richiesto di interpretare, seguendo la propria attitudine e secondo le tecniche a loro più confacenti, il tema del premio diverso ogni anno.
Il bando di quest'anno aveva come tematica “DANCE DANCE DANCE”, tema tratto dal libro del 1988 del celebre scrittore giapponese Haruki Murakami. Ha vinto Enej Gala, artista sloveno che vive e lavora a Venezia. Com'è stato selezionato?

L’opera di Enej era estremamente attuale, esprimendo la necessità dei nativi digitali di confrontarsi con i mezzi tradizionali della pittura, scultura, disegno e installazione in modo innovativo e immaginifico. Anche il tema era pienamente centrato: Prefabrick riflette infatti sull'ambiguità del “continuare a ballare”, spesso interpretato nella società attuale come una metafora del continuare a produrre e vivere con ritmi frenetici.

Enej Gala con l'opera Prefabrik vincitore del premio Walking with Art 2016
Come vengono scelti i temi che ogni anno caratterizzano il premio Walking with Art? 
E’ un lavoro di squadra che nasce da diverse suggestioni che si amalgamo insieme come una buona ricetta. Gli ingredienti principali sono: il portfolio dei lavori degli artisti in residenza, le sensazioni nate durante la giornata in azienda, i percorsi di ricerca artistica che si vogliono seguire e quel qb di intuizione propria dei curatori.

Quali sono stati i protagonisti delle precedenti edizioni?

Nel 2010, il premio fu assegnato ex-aequo alla scultura in ceramica di T-Yong Chung e a “Zimmerreise”, il film Super8 di Giulio Squillacciotti. Nel 2011 a vincere fu Serena Vestrucci con “Forme di passeggiata con qualcuno” opera creata con l'ausilio di macchine composte da pennarelli colorati in grado di disegnare durante l'assenza dell'artista, in modo da comporre la geografia cromatica di una passeggiata. Nel 2012 ad aggiudicarsi il premio fu l’opera e il gioco di parole “Try to fly a stone” di Davide Spillari, una installazione composta da materiali che vanno dal disegno, alla scultura, al video.La vincitrice dell’edizione 2013 è stata Corinne Mazzoli con l’opera “Tutorial #1: how to get a Thigh Gap” composta da un video tutorial (genere molto diffuso sul web) e da un tutore vero e proprio, rivisitazione 2.0 di uno degli oggetti posturali, “l’addrizza gambe”, disegnato da un medico tedesco. Nel 2014 è un’altra donna a vincere Walking with Art, Caterina Erica Shanta con il documentario “toccare senza vedere, vedere senza toccare” in vengono ritratti i gesti dei lavoratori dell’azienda.

Secondo lei i premi sono occasioni utili per far emergere nuovi talenti?

Se pensati come parte di un progetto più articolato, e non come evento singolo, credo di sì. Walking with Art è cresciuto nel corso delle sei edizioni. Da semplice premio acquisto si è trasformato in premio produzione, volendo valorizzare proprio la fase ideativa delle opere, per poi aggiungere a completamento la promozione dell’artista nel suo complesso attraverso l’organizzazione di una mostra personale in grado di raccontare il percorso di maturazione del suo talento. Il Premio quindi offre un utile ventaglio di occasioni per farsi notare.
Stonefly è un'azienda da oltre 20 anni leader nella produzione di calzature che coniugano l'innovazione con lo stile della tradizione italiana. Che cosa significa oggi confrontarsi con la bellezza nella produzione industriale?

Ci piace pensare ad una fase di arricchimento attraverso l’arte. Una sorta di pensiero laterale che possa implementare l’attività industriale, un momento di rottura dei processi di creazione della calzatura in un’ottica totalmente originale.
Perché ha deciso di legare Stonefly all'arte contemporanea e in particolare alla Fondazione Bevilacqua La Masa?

La cosa che più mi ha affascinato è stata la storia della Fondazione e della duchessa di cui essa porta il nome. Felicita Bevilacqua nasce a Venezia e partecipa attivamente sia alle insurrezioni di Brescia del 1848 che all’impresa garibaldina. Il marito, Giuseppe La Masa, patriota e letterato, è uno dei capi della rivoluzione siciliana e collabora a organizzare la spedizione dei Mille. Una vita avventurosa e controcorrente, ma il suo gesto più eclatante è la scelta di donare la propria residenza privata (Ca’ Pesaro) al Comune di Venezia subordinando quest’atto liberale a una clausola: il palazzo deve essere utilizzato come luogo di accoglienza ed esposizione per i giovani artisti della città, ai quali veniva spesso interdetta la partecipazione alle grandi mostre.

In che modo l'unione di impresa e arte può sostenere la cultura artistica contemporanea in Italia?

Oggi ciò che fa la differenza è la creatività. E l’arte in questo è un forte valore aggiunto, un investimento per il nostro capitale umano che ha bisogno di regole di riferimento ma anche di grande libertà d’azione. Credo, inoltre, sia fondamentale creare opportunità concrete per valorizzare i giovani e i loro talenti. Le idee, le sperimentazioni, la vera innovazione non possono che scaturire dalla loro curiosità e inventiva.


Lei è appassionato di arte contemporanea?

Oltre ad essere un appassionato di arte, sono anche profondamente convinto dell’importanza rivestita dal sostegno di tutte le manifestazioni che ruotano attorno alla cultura e con essa al territorio e all’economia locale. Quello che mi piace è intraprendere un cammino fruttuoso di collaborazione e contaminazione tra due ambienti, l’impresa e la cultura, che reputo diversi ma contigui.


Quali i progetti futuri?

Vogliamo continuare su questa strada, sperimentando e cercando sinergie creative.Per il prossimo Walking with Art, ci sono già allo studio idee interessanti. Chissà, magari il nostro progetto contribuirà a far emergere e conoscere un nuovo Jackson Pollock!

Alessandra Frosini 

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