ORIZZONTI COMUNI: a Prato è nato .CON | contemporaneo condiviso. ARTFORMS
Dopo
la recente riapertura del nuovo Centro
per le arti contemporanee Luigi Pecci,
a Prato ha preso il via la programmazione coordinata di una rete di
11 realtà no-profit dedicate alla cultura contemporanea, per
promuovere iniziative culturali con eventi di arte, fotografia,
musica e performance. Per capire chi sono, cosa fanno e dove
andranno, abbiamo posto alcune domande ai referenti di due degli
spazi coinvolti: Artforms e Dryphoto. Oggi incontriamo Pamela Gori e Rachel Morellet di Artforms.
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| Studio Artforms, Prato. Courtesy Artforms |
Com'è nata l'idea di Artforms? Che obiettivi vi siete posti?
Artforms
nasce
nel
2014,
dopo
5/6
anni
di
attività
– svolta anche come liberi professionisti - all'interno di uno
spazio chiamato Interno/8,
dove nel corso degli anni si sono avvicendate varie figure
professionali del mondo dell'arte, della fotografia, del design e
dell'architettura. Grazie
a questo continuo scambio sono nate le prime mostre
e
da lì a poco anche le varie collaborazioni con le istituzioni, come
con
il
Contemporanea
Festival
promosso
dal Metastasio e il progetto Zona Via Genova con Lorenzo Giusti.
Uno
degli aspetti che ci interessa
è sviluppare e approfondire progetti
site-specific
in
grado
di
confrontarsi con
le
caratteristiche
uniche
dello
spazio,
proprio perché situato
all’interno
di
un
contesto
post-industriale
tessile,
in una piccola area chiamata oggi Corte
Genova,
diventata
da alcuni anni - grazie al fiorire di spazi artistici
- un
luogo destinato alla produzione, esposizione e promozione della
cultura contemporanea. Vorremmo
inoltre
instaurare
dialoghi tra
differenti
forme
artistiche,
senza
forzature
ma
senza
neanche
porre
limiti
e
confini,
creando
occasioni
di
confronto
e
sperimentazioni
tra
i vari
linguaggi,
con
soggetti
interessati
a
creare
interazioni
tra
opere
visive
e
performance,
creando
ulteriori possibilità di sviluppo.
Fate parte del nuovo progetto, promosso dall'Assessorato alla Cultura del comune di Prato .con | CONTEMPORANEO CONDIVISO: che ruolo avete all'interno del network e cosa cambia rispetto al passato?
Il
ruolo
di
Artforms
in
questo
gruppo
non
è
diverso
da
quello
degli
altri
componenti:
siamo
11
realtà
indipendenti,
no-profit, alcune delle quali attive già da anni, e alcune gestite
dagli artisti stessi.Purtroppo, in passato, a fronte dei singoli
sforzi nel portare avanti i propri obiettivi, difficilmente siamo
riusciti a mantenere modalità stabili di collaborazione; oggi,
grazie anche alla spinta che il Comune ci ha dato, .con
rappresenta
sicuramente una grande un'opportunità. Il network, considerate le
esperienze di ognuno dei soggetti, ha delle potenzialità enormi come
rete di spazi tutti operanti nella promozione della cultura
contemporanea che, pur mantenendo le proprie differenze e
peculiarità, (considerate a nostro avviso un valore aggiunto),
avranno la possibilità di emergere anche in riferimento ad un
contesto nazionale.
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| Emanuele Becheri, L’orizzonte degli eventi, libro d’artista edizioni Canopo, in mostra a “Preludio”, Artforms, Prato. Foto: Paola Gori |
Il nuovo progetto con cui avete inaugurato questo nuovo percorso è
la mostra Preludio
– Emanuele Becheri - Francesco Carone – Giovanni De Lazzari, a cura di Matteo
Innocenti, che riflette sull'idea del libro come opera. Le opere in mostra sono state pensate per il vostro spazio? "Preludio" è da intendersi anche come introduzione a ciò che verrà dopo, ai vostri progetti futuri?
I
tre
libri
d’artista
non
sono
stati
pensati
per
lo
spazio,
ma
è
stato
creato
un
involucro
per
loro:
le tende nere che vanno ad uniformare lo sfondo e che assomigliano
ad un sipario, tre basi grige dello stesso colore del pavimento come
supporto per le opere, posizionate in fila quasi al centro della
stanza, con tre luci soffuse indirizzate in modo da focalizzare tutta
l'attenzione del pubblico su di esse, e tre performer che sfogliano
per il pubblico i libri in mostra. Tutto
studiato nel dettaglio compreso anche il colore grigio dei guanti
indossati dalle performer.
Il
titolo
della
mostra
è
stato
pensato
dal
curatore
Matteo
Innocenti, che nel testo critico afferma:
“[...] Preludio
proprio dell’atto di mostrare, gravita attorno a un’idea di
“anticipazione”: non solo e non tanto il pregresso che ha portato
dalla concezione alla realizzazione dei tre libri-opera esposti ma,
con un rovesciamento di prospettiva, il loro rivelarsi nel momento
presente della visione (di ognuno) e il formarsi di narrazioni
impreviste tramite relazioni di affinità e di differenza”.
Il
titolo “Preludio” non
è
stato usato per un’introduzione
a
quello
che
verrà
dopo
nell’attività
di
Artforms,
ma
lasciandoci liberi e non rigidi ai riferimenti dati come significati,
e quindi aperti all'imprevisto, potremmo
intenderlo anche
in
quel
senso.
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| “Preludio”, Artforms, Prato. Foto: Paola Gori |
La recente riapertura del Centro
per le arti contemporanee Luigi Pecci ha significato per Prato una rinnovata attenzione verso l'arte contemporanea. Avete
previsto un'interazione o una progettualità da sviluppare su temi
comuni con il nuovo Pecci?
Con
l'arrivo del nuovo
direttore
Fabio
Cavallucci a Prato,
ci fu in un primo momento l'interesse
da
parte
del
Centro
Pecci
nell'avviare un dialogo con le realtà
indipendenti
di Prato come la nostra.
Anche se ad oggi non ci sono stati dei reali
e concreti sviluppi
in quella direzione,
in
occasione della nascita di .con
in
concomitanza
dell'inaugurazione del nuovo museo, il
Pecci
ci
ha
sostenuti
nella
promozione
del progetto .con,
divulgandone la notizia attraverso i propri canali di comunicazione.
Per quanto ci riguarda manteniamo aperta l'idea di poterci
confrontare e ci auspichiamo che per il futuro si possa approfondire
e sviluppare il rapporto con possibili collaborazioni.
Articolo pubblicato su Espoarte: http://www.espoarte.net/arte/orizzonti-comuni-a-prato-e-nato-con-contemporaneo-condiviso/






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