MIART 2017. La fiera dal volto umano
| Alessandro Rabottini. ph. Marco De Scalzi |
La
crescita esponenziale delle fiere d'arte a livello internazionale
negli ultimi dieci anni ha cambiato la sorte del mercato dell'arte,
sempre più indirizzato a considerare la fiera come luogo
imprescindibile per far conoscere gallerie ed artisti al mondo
collezionistico e agli addetti ai lavori.
Cosa
differenzia MIART dalle altre fiere d'arte?
Miart
è una fiera che privilegia la qualità sulla quantità, e la cui
scala, che io definisco sempre “umana”, permette alle persone di
guardare con attenzione, parlare, informarsi, conoscere. E' una fiera
dove scoprire tanto nuovi talenti quanto visioni inedite sull’arte
del passato. Una fiera che ambisce a raccogliere in sé, dei
molteplici settori che essa tocca, esempi di qualità.
Nello specifico, miart 2017 è pensata come una precisazione e un approfondimento della struttura che la fiera si è data dal 2013 a questa parte. Una fiera non è una mostra, e in questo senso bisogna lavorare sulla solidità dell’intera macchina, non bisogna pensare di poterla affrontare solo come un’impresa curatoriale. I nostri punti di forza, quindi, sono quelli che fino ad ora ci hanno distinto e che sono esclusivi di miart, almeno per quanto concerne la situazione italiana: innanzitutto la compresenza di arte contemporanea e arte moderna come le due anime che compongono la fiera e che dialogano costantemente. Quindi un lavoro sempre più preciso sull’arte storica, un’offerta cronologica che parte dei primi anni del secolo scorso e che arriva ad oggi, una selezione molto forte di gallerie attive nel contemporaneo e l’attenzione per il design d’autore e in edizione limitata nella sua valenza culturale e di collezionismo. A questo si aggiunge la nuova sezione “On Demand”, che porterà in fiera opere che non sempre vediamo negli stand, ovvero opere che per “vivere” hanno bisogno della partecipazione diretta di chi le possiede, un nuovo ciclo tematico di miartalks che confermerà l’assetto ormai istituzionale di questo appuntamento e nuovi premi che andranno ad arricchire il palinsesto dei riconoscimenti per gli artisti e gli espositori.
Nello specifico, miart 2017 è pensata come una precisazione e un approfondimento della struttura che la fiera si è data dal 2013 a questa parte. Una fiera non è una mostra, e in questo senso bisogna lavorare sulla solidità dell’intera macchina, non bisogna pensare di poterla affrontare solo come un’impresa curatoriale. I nostri punti di forza, quindi, sono quelli che fino ad ora ci hanno distinto e che sono esclusivi di miart, almeno per quanto concerne la situazione italiana: innanzitutto la compresenza di arte contemporanea e arte moderna come le due anime che compongono la fiera e che dialogano costantemente. Quindi un lavoro sempre più preciso sull’arte storica, un’offerta cronologica che parte dei primi anni del secolo scorso e che arriva ad oggi, una selezione molto forte di gallerie attive nel contemporaneo e l’attenzione per il design d’autore e in edizione limitata nella sua valenza culturale e di collezionismo. A questo si aggiunge la nuova sezione “On Demand”, che porterà in fiera opere che non sempre vediamo negli stand, ovvero opere che per “vivere” hanno bisogno della partecipazione diretta di chi le possiede, un nuovo ciclo tematico di miartalks che confermerà l’assetto ormai istituzionale di questo appuntamento e nuovi premi che andranno ad arricchire il palinsesto dei riconoscimenti per gli artisti e gli espositori.
Le
novità nel format e le nuove collaborazioni hanno portato ad un
arricchimento dell'offerta proposta da Miart, nella prossima edizione
suddivisa in 6 sezioni, con un allargamento del periodo di
realizzazione delle opere proposte, che spaziano da tutto il XX
secolo fino ai giorni nostri e includono anche il design a tiratura
limitata.
E'
il modo per attirare nuovi compratori e allargare il raggio d'azione?
Il collezionismo oggi è
ampio, variegato e trasversale almeno quanto l'offerta espositiva. A
questa ampiezza di interessi da parte del collezionismo miart cerca
di rispondere attraverso un'altrettanto ampia selezione di gallerie,
periodi storici e ambiti di interesse, spaziando dall'arte del secolo
scorso fino alle sperimentazioni delle ultimissime generazioni,
passando attraverso il design d'autore e in edizione limitata. Il
collezionismo oggi è fatto di contaminazioni e di attraversamenti,
ed è per questo che a miart abbiamo creato sezioni e percorsi che
pongono in dialogo il passato col presente, e che guardano al futuro
con un occhio alla storia. Il nostro, lo ribadisco, è un pubblico
trasversale che spazia dai collezionisti di arte moderna ad
appassionati di ultime tendenze, ed in entrambi i casi è un pubblico
molto preparato e molto consapevole, per cui è il giudice più
attento del nostro lavoro. Quello che cerchiamo di offrire loro è
una moltitudine di percorsi interni alla fiera in cui sarà possibile
vedere come opere, artisti, movimenti – se compresi all’interno
di una molteplicità di prospettive – possono costruire insieme
narrazioni coerenti e non episodi a sé stanti.
Nello
statement di quest'anno si legge che “l’obiettivo è quello di
iniziare un percorso che porti Miart ad essere attiva nella
produzione moderna e contemporanea durante tutto l’anno e non solo
nei tre giorni dell’evento fieristico”.
In
che modo l'attività avrà continuità durante l'anno? Intende
coinvolgere la città e/o realtà economiche presenti in città?
Quello che mi auguro è
di confermare, attraverso l'internazionalità sempre più forte di
miart 2017, la centralità di Milano come capitale della cultura e
della creatività in Italia, oltre che di offrire una fiera solida,
ma in grado di avere uno sguardo fresco anche su quegli aspetti
dell'arte che crediamo di conoscere. L'arte è sempre in movimento e
così la nostra prospettiva su di essa, e su questo dinamismo miart
2017 cerca di costruire nuove strade che vadano oltre le quattro
giornate dell'evento, ma che appunto consentano alla fiera di
diventare uno dei player di settore in città, per 365 giorni
all'anno.
Articolo pubblicato su Espoarte: https://www.espoarte.net/arte/miart-2017-la-fiera-dal-volto-umano/



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