Cameron, Henri, Woodman. L'arte del femminile
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“Per
troppo tempo ci siamo sforzati di impadronirci del mondo attraverso
concetti e così ci siamo dimenticati del fatto che le immagini sono
più forti, più reali e più precise”. Questa affermazione di
Rudolf Swartz, architetto tedesco conosciuto per l'innovazione
apportata nell'architettura religiosa del XX secolo a per la
ricostruzione postbellica di Colonia, ha molto a che vedere con
L'arte
al femminile,
mostra fotografica visibile fino al 1 maggio nella splendida cornice
di Palazzo Pignatelli a Napoli.
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| Julia Margaret Cameron,
Julia
Jackson,
1867
c., coll. Minini, Brescia
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Il
concetto che viene indagato per via di immagini forti, reali e
precise è una lettura dell'immagine della donna e dell'evoluzione
moderna della sua identità attraverso tre fotografe apparentemente
molto distanti l'una dall'altra, sia cronologicamente che
stilisticamente: Julia Margaret Cameron, Florence Henri e Francesca
Woodman. Quello che le accomuna è l'utilizzo di immagini non
documentarie, in cui si verifica una totale astrazione dal tempo, una
“sospensione”, capace di indagare nel profondo i meandri della
condizione umana.
Gli
accostamenti tematici alle pareti, suggeriti in un percorso ben
delineato e ricco di suggestioni attraverso le oltre 90 immagini
presenti in mostra, concorrono a creare un ritmo dinamico all'interno
dell'esposizione, ricca anche di stampe vintage e di documenti -come
gli inviti o i biglietti della Woodman- estremamente godibili. I
ritratti di stampo preraffaellita della Cameron, anticipatrice del
pittorialismo e fotografa quasi per caso (iniziò la sua passione
grazie al regalo di un apparecchio fotografico da parte di una delle
figlie), si slegano dagli stereotipi romantici dell'epoca, per porsi
in dialogo diretto con le immagini di grande complessità strutturale
della Henri, pregne di riferimenti legati alla formazione dadaista e
surrealista,
per poi svolgersi, infine, nella ricerca introspettiva
della Woodman, figura di non facile collocazione,
autrice di “disordinate geometrie interiori.”
per poi svolgersi, infine, nella ricerca introspettiva
della Woodman, figura di non facile collocazione,
autrice di “disordinate geometrie interiori.”
| Florence Henri, Portrait composition, Cora,
1931,
Florence Henri © Galleria Martini & Ronchetti,
courtesy
Archives Florence Henri
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Un
multisfaccettato sguardo femminile sul femminile, che intende anche
analizzare, negli intenti del curatore Giuliano Sergio, la difficile
questione dell'esistenza o meno
di un'estetica di genere legata alla fotografia: “Se la fotografia
è strutturata per definire, oggettivare e possedere, per le tre
artiste in mostra il ritratto non deve essere la traccia di questo
sguardo ma il luogo di un'apparizione”, perché “il ritratto e
l'autoritratto femminili mostrano un'arte fotografica capace di far
emergere una dimensione interiore, sessuata e inconscia.”
Alessandra
Frosini
L'arte al
femminile
Julia
Margaret Cameron
Florence
Henri
Francesca
Woodman
a cura di Giuliano
Sergio
Napoli, villa
Pignatelli – Casa della fotografia
18 marzo-1 maggio 2017
in collaborazione con
Galleria Massimo Minini
Articolo pubblicato su espoarte: http://www.espoarte.net/arte/cameron-henri-e-woodman-larte-del-femminile/




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