TRA ARCAICO E FUTURIBILE: l’universo organico di Andrea Marini
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| Erborescenza (particolare), ferro, 2015 |
Dopo
la mostra alla Kate Vass Galerie di Zurigo, si apre da Die Mauer a
Prato la personale di Andrea Marini, con un’installazione site
specific e la presentazione di un catalogo completo dell’opera
dell’artista, curato da Valerio Dehò.
Nel
nostro mondo naturale e artificiale sembrano realtà non più
distanti, una diade irresolubile in cui a prevalere è di gran lunga
l’artificiale. Secondo
Paul Crutzen, scienziato olandese e premio Nobel per la chimica, a
partire dalla rivoluzione industriale è possibile parlare
dell’inizio di una nuova era geologica - l’antropocene-,
caratterizzata dall’impatto determinante dell’uomo sull’ambiente.
Ma
se fosse l’ambiente costruito dall’uomo a creare a sua volta in
modo autonomo e dai materiali inerti potesse nascere nuova vita?
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| Ventri, lana d'acciaio, filo metallico, 2016 |
Lo
scenario ipotizzato da Andrea Marini interpreta le inquietudini della
modernità attraverso la creazione di strutture essenziali di una
natura potenziale, ibrida e alternativa, fondendo futuro possibile e
passato arcaico. Lo fa partendo da strutture essenziali, che sembrano
quasi frattali o figure corrispondenti a formule matematiche
perfette, che danno vita ad un mondo pulsante di entità biologiche
nuove.
Sono
opere che rimandano anche all’immaginario della fantascienza
tecnologica/hard, utilizzando il concetto di mutazione come strumento
di riflessione e attesa per quello che accadrà, come risposta
all’interrogarsi odierno sulla tecnologia, sui suoi limiti etici e
sulle potenzialità che si aprono ad ogni progresso.
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| Parvenze, ferro, accessori metallici, 2018 |
Quella
che Marini configura è una sorta di genetica dell’immaginazione
che utilizza materiali artificiali (vetroresina, polietilene espanso,
cavi elettrici, lana d’acciaio, etc.) e metalli (ferro, piombo,
rame, alluminio,etc) in modo semantico, andando a cercare e sfruttare
il senso della loro vita “artificiale” creata dall’uomo, per
creare dei cortocircuiti di senso, non privi, a volte, d’ironia.
Così l’”Erborescenza” è costituita da affilate lamine di
ferro che si contorcono come metallici fili d’erba, la pioggia
diventa, nell’installazione site specific “Rain”, una selva di
stilettate di rondelle metalliche.
I
materiali utilizzati rimandano così alle diverse realtà del mondo
che ci circonda tutti i giorni, ma superando l’object trouvé,
permettono, attraverso una trasformazione che risemantizza i
materiali, di rivelare cosa potenzialmente si nasconde dietro la
realtà oggettiva.
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| Rovi, ferro, 2018 |
In
occasione dell’inaugurazione della mostra è stato presentato anche
il volume Andrea Marini. Before and after science | Prima e dopo la
scienza a cura di Valerio Dehò, che presenta in maniera organica il
lavoro di Marini, analizzando il suo percorso fin dagli esordi, negli
anni ‘80. Collocandolo
nell’ambito del post concettuale con una produzione caratterizzata
da purezza formale e da “uno spiccato minimalismo ma lontana
dall’astrazione”, si mette in luce il profilo di artista
raffinato e mai prevedibile.
Umano
o post umano? Poco importa.
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| Rain (installazione site specific), alluminio, ferro, 2019 |
SuperNatura.
Andrea Marini
Catalogo
a cura di Valerio Dehò
14
febbraio – 30 marzo 2019
Die
Mauer Arte Contemporanea
Via
Firenzuola 33-35-37, Prato
www.diemauer.it
Articolo pubblicato su Espoarte: https://www.espoarte.net/arte/tra-arcaico-e-futuribile-luniverso-organico-di-andrea-marini/
Articolo pubblicato su Espoarte: https://www.espoarte.net/arte/tra-arcaico-e-futuribile-luniverso-organico-di-andrea-marini/







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