FRANCESCO LAURETTA. Sollevare il telo, prego
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| Francesco-Lauretta-Les-Demoiselles-remix-2018 |
Pittore, c’ha messo una vita
per diventarlo. Per specificare la definizione, Francesco Lauretta fino
a qualche anno fa diceva di essere “un ingegnere (come lo
intendeva Benjamin) del medium della pittura”.
La sua pittura è in effetti una costante riflessione sul fare pittorico,
praticata anche attraverso il disegno, il video, la performance e la scrittura.
I suoi testi, in particolare, permettono di permeare la vera essenza di una
pittura nutrita da riflessioni filosofiche e letterarie,
di una pittura che si svela svelando la storia dell’arte, che si raddoppia e si
contrae per mostrare e per smuovere tutte le convinzioni esistenti sulla
pittura stessa. Immagini che mutano, dunque, si espandono, riflettono se stesse
e su se stesse e affrontando continue sfide, costituite anche dai progetti
espositivi stessi, parte integrante del lavoro di Lauretta. In questo senso
significativa è la personale del 2018 dal titolo Due volte, alla Galleria Giovanni Bonelli di Milano (a cura di
Marco Senaldi), che indagava in profondità il senso del suo percorso artistico
attraverso opere significative di ogni fase, proposte insieme ad altre, loro
“doppio”, ovvero riflessione odierna sulle opere stesse. Una sorta di “verifica”,
che chiama alla mente l’intento delle verifiche di Ugo Mulas, ma divenute in
Lauretta espressione e risultante di una mutazione generativa fatta proprio
all’interno dell’alveo della pittura.
E a cui si aggiunge anche una parte dei disegni veloci
e compendiari frutto della Scuola di Santa Rosa “libera scuola del disegno”,
fondata un anno e mezzo fa a Firenze con Luigi Presicce.
Guardando ogni aspetto del percorso quella che emerge
è un’indagine realista percorsa toccando e scandagliando ogni aspetto del reale,
dal “super-realismo”, all’iperrealismo (sfiorato), al surreale, ai quadri
intimisti, e in cui tematiche protagoniste restano il tempo, la morte, la
memoria. Uno sguardo originale e fuori dal coro, profondo e lontano da ogni
cliché, di un artista che ogni giorno ricomincia daccapo nel suo intento di
sollevare il telo di ciò che indaga.



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