CROSSINGOVER#3 CLAES OLDENBURG: “Mouse – Mouseum – Mouseoleum”
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| The Mouse Museum/The Ray Gun Wing: Two Collections/Two Buildings by Claes Oldenburg: An Exhibition Organized by the Museum of Contemporary Art, Chicago (Inglese) Copertina flessibile |
Un’esperienza alternativa a quella dei musei e delle gallerie tradizionali è il Mouse Museum creato da Claes Oldenburg, artista svedese naturalizzato americano, tra i pionieri della pop art americana.
Collezionare gli oggetti che ci circondano, oggetti quotidiani trovati per caso o regalati: l’attenzione di Oldenburg è tutta su quegli oggetti familiari che normalmente passano inosservati, ma che salvati dal maremagnum della vita di tutti i giorni e defunzionalizzati, iniziano una nuova vita e si modificano. Si attiva dunque una poetica dello scarto, attraverso un diario feticistico dei detriti della modernità che passa attraverso il fondamentale rito del “mostrare”.
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Installation
view of Claes Oldenburg: Mouse Museum/Ray Gun Wing at The
Museum of Modern Art, New York (April 14–August 5, 2013). Photo by Jason
Mandella. © 2013 The Museum of Modern Art
Circa 400 oggetti, tra cui
giocattoli, mozziconi di sigarette, souvenirs, cibo di plastica, etc., raccolti
nel corso di diversi anni e collocati in vetrine bianche senza alcun vincolo
gerarchico, ma anzi secondo una modalità di accumulo che non fa pensare ad
alcun principio allestitivo, se non fosse che gli oggetti sono divisi in
sezioni tematiche. Ci sono tre tipologie di oggetti (tutti contenuti negli 87
cm): oggetti- modello o scarto del processo creativo
(oggetti residui degli happening); oggetti trovati o comprati e poi modificati
dall’artista; oggetti non modificati, ritrovati per strada o comprati nei
negozi.
Quello che colpisce è il
flusso di coscienza costruito visivamente attraverso questo sistema, la
giustapposizione permette infatti la fusione dei registri, ogni oggetto è
contemporaneamente separato e collegato agli altri, enfatizzato nelle sue caratteristiche
peculiari, divenendo elemento necessario di un microcosmo perfetto.
Se da un lato questa modalità è certo -come
afferma anche la seconda moglie e collaboratrice dell’artista, Coosje van
Bruggen-, una rappresentazione del processo artistico di Oldenburg, una sintesi
delle sue esperienze degli anni Sessanta e allo stesso tempo un’idea della sua
percezione della società americana, il risultato è una fusione tra arti visive
ed estetica urbana che si configura come una sorta di museo etnografico della
società contemporanea.
Claes
Oldenburg. Mouse Museum. 1965–77. Wood and corrugated
aluminum, plexiglas display cases with 385 objects, sound, 8′ 7 9/16″ x 31′ 5″
x 33′ 7/16″ (2.63 x 9.6 x 10.07 m). Installation view, The Museum of Modern
Art, New York (April 14–August 5, 2013). On loan from the Austrian Ludwig
Foundation, since 1991. © 1965–77 Claes Oldenburg. Photo by MoMA Imaging
Services Dept. © 2013 The Museum of Modern Art
http://www.oldenburgvanbruggen.com/
https://www.moma.org/calendar/exhibitions/1296
https://www.youtube.com/watch?v=Xn8pzzNKHzo
(articolo pubblicato su Espoarte: https://www.espoarte.net/arte/crossingover-claes-oldenburg-mouse-mouseum-mouseoleum/)





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